Brunetta promette di licenziare i fannulloni
Brunetta riuscirà a fare questa cosa di sinistra che è eliminare i “caporali” dalla vita lavorativa italiana?
Lo spero fortemente… e lo tengo sotto controllo come cittadino attento!
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Dopo due settimane di “cannoneggiamento mediatico” nei confronti dei lavoratori pubblici, il neoministro della Funzione Pubblica Prof. Brunetta ha reso pubblica la sua bozza di disegno di legge di riforma della P.A.
Tralascio qualsiasi tipo di considerazione sulla disomogeneità di una P.A. vista come un unico calderone nel quale viene confuso l’insegnante, con l’infermiere, il vigile del fuoco con l’impiegato, lo stradino col poliziotto ecc…
Da una prima lettura viene confermata quella che sembrava essere la reale motivazione di tutto quel battage pubblicitario: la riduzione della spesa pubblica, quantificata in 7/8 miliardi di euro dal ministro stesso.
In questo senso risultano illuminanti alcuni passaggi del D.D.L.:
- allineamento durata economica contratti (attualmente 2 anni) alla durata giuridica (attualmente 4 anni);
- contrattazione integrativa collegata alla situazione economica e finanziaria dell’ente;
- erogazione dei premi incentivanti a “quote massime” di personale individuate nelle singole strutture;
- destinazione al personale dirigente di parte delle economie conseguite sui costi di funzionamento;
- introduzione della CIG e abolizione della possibilità di opzione tra la stessa e la mobilità verso altri Enti.
In soldoni:
- i dirigenti potranno guadagnare di più per svolgere quello che è un loro compito istituzionale (gestione economica efficiente);
- molti degli operatori guadagneranno invece meno (soprattutto nelle strutture a più alta efficienza, a causa del meccanismo delle quote massime di personale incentivato) o coloro che dovessero risultare destinatari di provvedimenti di CIG;
- infine tutti guadagneremo meno a causa dei rinnovi di contratti nazionali la cui prolungata validità renderà più incidente il fenomeno di mancato recupero del potere di acquisto nel differenziale tra inflazione programmata e reale.
egregio Brunetta, nel cercare di far lavorare i fannulloni assenteisti ha messo il cappio al collo solamente alle persone che veramente ammalate paghino ancora una volta. parlo del mio caso che appena uscita dallìospedale con il secondo interveto di neurochirurgia al cervicale sono costreetta a rimmeterci su 1.000 euro mensili di stipendio 100 euro per 10 guiorni di convalescenza. convalescenza che l’ospedale prescrive invece di 15 giorniprevio controllo successivo . sono capofamiglia di 3 persone me compredsa, viviamo del mio stipendio di collaboratrice scolastica , certamente questo mese non si pagherà una qualsiasi bolletta, visti anche i rincari . ma che importa a lor signori che di stipendio non si lamentano, se lo crescono, vivono pure spesati. provare per credere a vivere con mille euro al mese, provare a stare veramente male, doversi recare al lavoro per metà ristabiliti, ancora provati da un’intrvento delicato solamente per poter mangiare a fine mese. Voglio far presente che ho subito anche un primo intervento lombare ed è in progetto prossimamente il secondo. quattro interventi alla spina dorsale e fare attenzione quanto si può rimanere in convalescenza. forse non avrò mai una risposta forse nemmeno mi leggerete. e probabilmmente non vo interesserà sapere quante persone sono costrette a fare come me anche con patologie ben più gravi e con famiglia a carico. ARIELLA.